I segreti della coltivazione del cavolfiore

  • 15 novembre 2018

Il cavolfiore è uno dei principali ortaggi della famiglia dei cavoli (scientificamente dette brassicacee o crucifere). Si tratta di una coltivazione interessante poiché i cavoli non temono il freddo: il cavolfiore può occupare zone dell’orto nei mesi autunnali quando le varietà seminabili diminuiscono.
La pianta ha un ciclo di coltura biennale, si distingue per la sua inflorescenza bianca a palla. Come si diceva il cavolfiore è una pianta che non soffre il clima freddo, mentre al contrario il caldo porta la pianta in sofferenza.
Si deve coltivare in terreni umidi, ricchi di sostanza organica ed elementi nutritivi; si consiglia quindi di concimare con humus o letame durante la fase preparatoria di lavorazione della terra.

SEMINA O TRAPIANTO

La semina di solito avviene in estate, ma a seconda delle varietà, il periodo varia tra aprile e settembre. Meglio informarsi al momento dell’acquisto sul periodo di semina migliore a seconda della varietà scelta. Si consiglia di seminare in semenzaio e far crescere le piantine in ambiente protetto. Il seme si pone a un centimetro di profondità, controllando che il terriccio non secchi durante il periodo di germinazione e di sviluppo della piantina. Il trapianto a terra di solito viene effettuato dopo 40 giorni evitando di effettuare questa manovra in periodi di siccità.

LA COLTIVAZIONE

Il cavolfiore è una pianta che richiede molta attenzione. Nella prima fase bisogna cercare di mantenere il terreno libero dalle infestanti, attraverso delle sarchiature, per evitare che si formi una crosta in superficie. Superata la fase iniziale il cavolfiore sarà in grado di auto difendersi dalle piante spontanee e si consiglia per mantenere il terreno umido è la pacciamatura.
Mantenere il terreno idratato è fondamentale per non vedere il raccolto compromesso senza però arrivare a far ristagnare l’acqua.
Una volta finito il ciclo il terreno non può essere riutilizzato per la coltivazione di cavoli per almeno 3 anni.

NEMICI E MALATTIE DEL CAVOLFIORE

La cavolaia (un bruco), è il principale nemico della pianta: si può combattere usando un insetticida biologico (il bacillus thuringensis) atossico per l’uomo.
Queste piante sono soggette all’ernia del cavolo, alla peronospora e all’alternaria. Chi vuole usare solo prodotti consentiti in agricoltura biologica deve intervenire con trattamenti a base di rame. Poiché il rame sopra certi livelli è tossico, si consiglia come cura da queste malattie la prevenzione.

RACCOLTA

l cavolfiore è pronto quando il corimbo (parte floreale) è sviluppato e compatto. Occorre raccoglierlo prima che inizi a separare i fiori, momento in cui la pianta comincia a degradare.

 

Fonte: https://www.ortodacoltivare.it/verdure/cavolfiore.html